Venezia 78: il lavoro della giuria CGS

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Il Laboratorio Venezia Cinema da più di quarant’anni costituisce uno dei momenti più interessanti della formazione nazionale CGS, proprio per la concomitanza con il Festival del Cinema più prestigioso e “antico” del mondo e l’opportunità di parteciparvi dalla prospettiva privilegiata di accreditati. Da 24 anni, inoltre, al lavoro di Laboratorio sul linguaggio Cinema si associa, per il gruppo partecipante, il compito di Giuria del Premio Lanterna Magica, riconosciuto dalla Mostra del Cinema fra i Premi collaterali, assegnato dai Cinecircoli Giovanili Socioculturali alla pellicola più significativa per tematiche collegate alla crescita e all’educazione.

Quest’anno al Laboratorio si sono alternati trenta operatori culturali, distribuiti in due turni, provenienti da Marche, Sardegna, Lazio, Liguria e Puglia, tutti animatori della comunicazione e della cultura appartenenti agli ambienti salesiani dei CGS, in gran parte di età compresa tra i 18 e i 27 anni; l’esperienza è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo.

Al termine del Laboratorio, la Giuria C.G.S. ha assegnato il Premio “Lanterna Magica” (XXIV edizione) al film AMIRA di Mohamed Diab (Orizzonti), con la seguente motivazione:

Per aver costruito, a partire da fatti di cronaca poco noti al grande pubblico, un racconto teso e complesso sul senso della famiglia, della paternità, della maternità e dei legami di sangue in un contesto fortemente caratterizzato da dinamiche xenofobe e profonde divisioni. Il film risulta molto intenso e ben realizzato, a partire da una solida sceneggiatura, per proseguire con un montaggio efficace dal ritmo incalzante, senza dimenticare il lavoro sull’ottimo cast notevolmente integrato dalla prima all’ultima inquadratura. Interessante, dal punto di vista del linguaggio, il ricorso all’elemento simbolico della fotografia come collante fra le varie generazioni; un comune desiderio/piacere di osservare e raccontare che fa da contraltare alla segretezza, alla reclusione, alla clandestinità, alla protezione dallo scandalo, all’impossibilità di raccontare, appunto, l’indicibile. Il regista imbastisce una storia lacerante dove, ancora una volta, le vittime sono i più giovani, che crescono e maturano nell’odio come se questo fosse un carattere ereditario, senza però negare la possibilità di una scelta diversa.

La cerimonia di consegna del premio (in foto) si è tenuta sabato 11 settembre presso lo spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo all’Hotel Excelsior di Venezia Lido.

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